Dalla multimedialità all'insegnamento
05/10/08 16:44 Registato in: Formazione | Istituzionale
Ripetendomi, l'affermazione che il digitale sta rivoluzionando il nostro rapporto con i vari formati simbolici è assiomatica. Se in questo contesto si parla di immagine, si può affermare che la tecnologia digitale l'ha riportata a quel mondo artigianale di cui ha sempre fatto parte, permettendo una sua circolazione rapida e immediata. I professionisti non hanno più l'esclusiva della produzione. Questo ci fa credere di essere tutti dei fotografi e di avere accesso a ogni sorta di immagine (vedi Flickr come paradigma di questo nuovo modo di fotografare/condividere/cercare). Questo cambiamento è quindi una rivoluzione culturale nel nostro rapporto con l'immagine. Infatti, possiamo realizzarle, trasmetterle, vederle, modificarle molto più rapidamente di prima. Ma, nel momento in cui è possibile registrarne, altrettante ne vengono cancellate. Caujolle afferma correttamente che "L'idea stessa di memoria, fondata sulla fotografia come oggetto, sta cambiando radicalmente, insieme alla percezione del tempo e dei valori che le vengono attribuiti".
Quali le ricadute in un contesto di formazione? Probabilmente poche nell'atto diretto dell'interscambio, in aula, tra docente e allievo. Molte nel contesto extra-scolastico, sempre più permeato di immagini, contesto che si riflette - essendo gli allievi odierni dei "nativi digitali" - anche sulla formazione. La multimedialità quindi - ambito a cui l'immagine digitale appartiene - assume una connotazione sempre maggiore anche nel contesto formativo. Prova di questo è che sempre più congressi hanno come tema centrale la fruizione della multimedialità contestualizzata nell'ambito all'intersezione tra apprendimento, formazione e informazione. Uno su tutti è il congresso della SFEM che avrà luogo a fine novembre a Berna col tema "Open Educational Resources (OER): libre accès aux médias de la formation et qualité". È appunto grazie a questa rivoluzione digitale che le questi temi emergono. Per cui, dare risposte pertinenti e linee di condotta, risulta importante per chi insegna e chi decide (i politici). Quest'ultimo insieme di persone mi sembra comunque poco interessato al tema, almeno alle nostre latitudini.

Quali le ricadute in un contesto di formazione? Probabilmente poche nell'atto diretto dell'interscambio, in aula, tra docente e allievo. Molte nel contesto extra-scolastico, sempre più permeato di immagini, contesto che si riflette - essendo gli allievi odierni dei "nativi digitali" - anche sulla formazione. La multimedialità quindi - ambito a cui l'immagine digitale appartiene - assume una connotazione sempre maggiore anche nel contesto formativo. Prova di questo è che sempre più congressi hanno come tema centrale la fruizione della multimedialità contestualizzata nell'ambito all'intersezione tra apprendimento, formazione e informazione. Uno su tutti è il congresso della SFEM che avrà luogo a fine novembre a Berna col tema "Open Educational Resources (OER): libre accès aux médias de la formation et qualité". È appunto grazie a questa rivoluzione digitale che le questi temi emergono. Per cui, dare risposte pertinenti e linee di condotta, risulta importante per chi insegna e chi decide (i politici). Quest'ultimo insieme di persone mi sembra comunque poco interessato al tema, almeno alle nostre latitudini.
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